Saint Clan - I Cavalieri dello Zodiaco

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II° Ruolata - Il sorriso di Omonoia, Ciò che unisce al di là del tempo...
view post Posted on 30/10/2009, 23:59P_QUOTE
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Millenary Saint

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 21:37, 10 minuti fa


Trascorse giusto il tempo per concludere il combattimento che accadde una cosa imprevista persino a Kamuro. L’arena nella quale aveva combattuto fino a soltanto un minuto prima sembrava ora aver perso la sua dimensione fisica; essa pareva infatti distorcersi fino a formare un gorgo di profondità e dimensioni che andavano in rapida espansione.

Ma che diamine succede?!

Il fedele guerriero di Hades sama non ebbe che il tempo di pronunciare tali parole prima che l’enorme voragine lo risucchiasse al suo interno grazie alla forza centripeta che essa esercitava sull’esterno.
Non ebbe il tempo di preparare nessuna difesa e il gorgo finì per divorarlo, trascinandolo al suo interno. Quello che adesso poteva vedere Kamuro era paragonabile a quello che avrebbe visto tenendo gli occhi chiusi, non vi era differenza: la totale oscurità avvolgeva quel luogo, e il nero pesante delle tenebre avvolse il ragazzo. Ma non era solo la vista ad essergli venuta meno, quel luogo era altresì privo di odori, rumori e qualunque altra cosa riconoscibile dai suoi sensi.
Dopo un tempo che egli non riusciva a calcolare, probabilmente distorto anch’esso dalla strana dimensione in cui ora si trovava lo spectre, quando lo stupore fu sparito Kamuro tentò di usare il suo cosmo. I nervi gli si tesero nel corpo. Nulla. Il cosmo non aveva effetto, la pura forza di ogni cavaliere pareva essere da quell’oscurità risucchiata.
E mentre ancora il giovane tentava di venire a capo del luogo dove si trovava e del modo con cui avrebbe potuto uscirne, l’oscurità venne come spezzata da un’immagine, una visione… Forse un’illusione? Questo Kamuro non poteva saperlo, tuttavia l’immagine rappresentava lo stesso angelo, la stessa alata figura che si era presentata prima dello scontro, e che appariva tanto boriosa ora raggomitolata in un angolo, come un bambino in lacrime.
A quella visione sul volto del guerriero dalle violacee vestigia comparve un sorriso meglio definibile come un ghigno di strafottenza:

E così dopo averla smenata tanto, adesso piangi in un angolino di queste tenebre? Bamboccio inutile che non sei altro! Tu non hai idea di cosa sia la forza, debole creatura brava solo a vantarsi, ma non ti preoccupare ci penserò io ad insegnarti cosa sia la vera forza!

Queste le parole che il giovane avrebbe voluto pronunciare in direzione dell’angelo, ma nessun suono uscì dalla sua bocca. Mordendosi impercettibilmente le labbra Kamuro ricordò che non riusciva più ad usare i suoi sensi, quindi gli era venuto meno anche quello del gusto togliendogli la parola. Beh, non si sarebbe certo fatto spaventare da questo, lui non era un essere incapace ed inutile come quell’angelo. Lui era il guerriero che avrebbe riempito quelle arene di sangue e di morte fino a divenire l’unico e reale vincitore, per la gloria di Hades sama e la sua.

Non ebbe però il tempo di rimuginare oltre il guerriero dell’oltretomba, perché la luce dilaniò le tenebre e di fronte a lui si palesò un corridoio, un secondo corridoio identico a quello che l’aveva condotto alla sua prima sfida. Il suo corpo gli pareva in forze come non mai, come se tutto il tempo passato in quella dimensione oscura l’avesse totalmente ristorato da ogni sforzo compiuto. E oltre quel corridoio cosa lo attendeva? Probabilmente un’altra sfida, un altro duello contro un altro insetto che avrebbe schiacciato con la sua forza… Dunque lo attendeva ciò che lui amava fare.
Senza fermarsi oltre a pensare e con l’adrenalina che muoveva il suo corpo, Kamuro corse avanti verso l’uscita da quel corridoio, verso la prossima battaglia che, secondo lui, non avrebbe potuto che vederlo trionfante.

Preparati ad essere schiacciato, caro il mio insetto… Cioè, volevo dire, avversario!

Dichiarò prima di imboccare l’uscita del corridoio.
E quando la varcò sotto di lui vi era di nuovo l’immenso deserto, vera e propria metafora di quel che sarebbe rimasto dei guerrieri a lui avversi dopo quello strano torneo. Lui invece, come tutti gli altri guerrieri, si trovava su un pontile di marmo bianco che conduceva a quella che poteva apparire un’arena circolare, coperta da una cupola e sospesa nel vuoto; o almeno senza nessun apparente sostegno che la collegasse al terreno.
Ma questi non erano certo problemi che lui si sarebbe posto. Avanzò fino a raggiungere il centro del luogo circolare, in cui vi era una colonna, e sopra di essa l’angelo che poco prima Kamuro aveva visto piangere. Egli abbassò il suo cappuccio e mostrò il volto di una donna bella e seducente, dal cosmo che pareva irradiare calma e tranquillità. Ella iniziò a parlare vaneggiando sui sentimenti che animavano le anime dei guerrieri… Bla, bla, bla… Quando l’avrebbe finita di parlare? Kamuro sbadigliò vistosamente; finché finalmente la donna angelicata non fece qualcosa di interessante: con uno schiocco delle dita fece comparire una meridiana simile a quella del grande tempio, ma di color bianco come l’avorio e che, al posto dei consueti fuochi recava i nomi dei partecipanti al torneo. La faccenda cominciava a farsi più interessante. La donna angelo tracciò quindi con una fiammella azzurra i simboli delle lettere greche, che parvero prendere vita dirigendosi verso i guerrieri. Quella che oltrepassò il suo corpo era la beta; Kamuro arricciò il naso, a lui sarebbe stato più appropriato l’assegnazione della lettera alpha.
Stava ancora pensando al simbolo quando udì le parole rivoltogli da un silver saint, il saint di Eracle, marchiato con la stessa beta che aveva marchiato Kamuro, che si presentava a lui augurandogli che insieme sarebbero usciti integri o quantomeno vittoriosi.
Kamuro normalmente non ci avrebbe pensato due volte prima di offendere il saint, quello che di solito avrebbe definito un cane di Athena… Eppure, per qualche strano ed a lui incomprensibile motivo, si sentiva legato a lui da un forte sentimento di fiducia e amicizia; quindi gli strinse la mano e rispose alle sue parole.

Salve a te Vahn, cavaliere di Eracle; io sono Kamuro e sono sicuro che gli unici che meritano di vincere tale torneo non possiamo che essere noi. Questi incapaci non possono essere neanche lontanamente degni della vittoria, saranno solo insetti che calpesteremo.

E non appena anche l’ultimo simbolo ebbe marchiato gli ultimi due guerrieri, le aree tra le colonne del luogo cominciarono a risplendere di una luce dal baluginio argenteo e si formarono otto portali; la donna alata disse loro che un portale attendeva ogni coppia. Kamuro sorrise al suo compagno:

Che aspettiamo? Entriamo e mostriamo a questi inetti la nostra superiorità.

Dichiarò, varcando il portale.


Edited by "kamuro" - 31/10/2009, 00:21

"kamuro"'
~Admin & Spectre di Grifon


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~Admin & Saint di Dragon


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E tu in che personaggio ti identifichi?

Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
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You scored as Satanismo

Il tuo risultato è Satanismo. Le tue convinzioni si avvicinano maggiormente a quelle del Satanismo! Prima che tu urli, fai qualche ricerca a riguardo. Per essere satanista, non devi necessariamente credere in Satana. Il Satanismo generalmente si concentra sull'avanzamento spirituale di sè stessi e nella libertà di scegliere arbitrariamente, piuttosto che sottomettersi a qualche divinità o restrizione morale. Fai qualche ricerca sul Satanismo se pensi immediatamente allo stereotipo del culto satanico. Potresti anche essere vicino a religioni terrene come il Paganesimo.




 
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view post Posted on 10/11/2009, 17:14P_QUOTE
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Allievo

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/11/2009, 14:03


parlato
pensato

"Era dunque così.. che doveva finire?"
Il valoroso guerriero di Odino si trovava ancora a carponi totalmente
incapace di muoversi ed opporsi al tremendo potere di papillon.
Non riusciva a credere che un solo ed unico colpo fosse stato in grado
di ridurlo in quella maniera,rendendolo inerme, totalmente incapace non
solo di difendersi ma anche solo di rialzarsi.L'attacco psichico
scatenato dalla falena notturna aveva colpito duramente il sistema
nervoso e quello sensoriale del giovane Asgardiano, le orecchie
pulsavano di dolore e non era minimamente in grado di trovare
l'equilibrio mentre il mondo girava tutto intorno a sè.
Rimase così fermo per interminabili istanti fin quando all'improvvisa
la vista cominciò a sfocarsi nuovamente.Uriel tentò di socchiudere gli
occhi così da mettere a fuoco ciò che lo circondava, tuttavia ogni suo
sforzo era vano.Oppresso dalla sempre più violenta forza di gravità
dell'arena si accasciò al suolo cadendo pesantemente trovando solo la
forza per volgersi verso il cielo alla ricerca disperata di ossigeno,
ma ciò che vide lo sbalordì.
Tutto il mondo intorno a lui stava scomparendo venendo assorbito da un
gorgo violento che tutto inghiottiva. Sentì il vortice mostruoso come
quello di Cariddi trascinarlo sempre più in profondità in quell'abisso
di tenebra fin quando si trovò avvolto dal nulla.

Il Nulla

Era una sensazione ambigua di angoscia e pace,da un lato non era più in
grado di percepire il suo corpo, il cosmo sembrava essere solo
l'immagine sbiadita di un sogno; dall'altra la pace, la quiete dovuta
al distacco dalla materia e dal tutto,il buio ed il
silenzio.. "ed il naufragar m'è dolce in questo mar.."
pensò istintivamente mentre cercava di sorridere ma non vi
riusciva perchè pareva non avere più un corpo ed essere ridotto a puro
pensiero "probabilmente..è questa la morte.. così
papillon.. ha vinto.."
. Improvvisamente notò in lontananza una
figura dai capelli rossi e dalle candide ali..raggomitolata e
piangente "perchè quell'angelo così fiero un tempo è
ridotto così?"
. Non ebbe tempo di riflettere a lungo sulla
domanda che una luce fortissima spazzò via le tenebre avvolgendolo
completamente.

Ritorno alla realtà

Con l'affievolirsi della luce,che dapprima aveva dato un enorme
sollievo, si palesò un forte dolore ai polmoni mentre il resto del
corpo,intorpidito,cominciò a riprendere coscienza di sè.
"Sono.. Rinato.." mormorò mentre tentava di aprire
gli occhi bruciati da quella seppur flebile luce, come se non avessero
mai visto prima, tutto intorno a se pareva essere magnifico e nuovo.
Dopo i primi istanti riuscì a mettere a fuoco e la realtà intorno a lui
tornò ad essere quella di sempre. Le iridi color del ghiaccio si
posarono su quello che sembrava un lunghissimo corridoio uguale a
quello che aveva percorso quando era entrato nella misteriosa torre, ed
in lui si fece strada il pensiero di avere solamente sognato tutto
quanto successo dal momento che non riportava ferite di sorta e non
risentiva minimamente del violento attacco mentale di papillon.. ma non
era così. Si accorse ben presto di indossare l'armatura del drago del
nord, splendida come non mai richiamata appositamente da Asgard per
combattere contro Papillon dal momento che aveva deciso di partire
senza di essa. Il cosmo era intorno a lui e gli dava la forza di
portare quella pesantissima armatura "dunque..non è stato
un sogno"
. A terra, vicino a sè, trovò il suo mantello beije,
quello indossato per la traversata nel deserto "ma che
diamine succede.."
Intravedendo una luce in fondo al corridoio
raccolse il mantello e si incamminò in quella direzione.
L'angelo Omonia
Giunto alla fine del corridoio potè nuovamente bearsi della luce del
sole e del caldo del deserto il quale se durante il viaggio gli era
sembrato intollerabile, ora era un dono gradito. L'armatura cominciò a
pesargli tremendamente addosso,segno evidente del fatto che il cosmo
era stato nuovamente sigillato come quando era arrivato nei pressi
della torre. Davanti a se un lungo ponte conduceva ad un ampio spazio
circolare; Mentre percorreva il ponte abbassò lo sguardo vedendo il
terreno ad un centinaio di metri sotto di lui, e fece caso solamente in
quel momento che tutta la struttura era tenuta in aria dal niente.
Mentre rialzava lo sguardo potè notare che da corridoi identici a
quello percorso da lui si fecero avanti numerose figure alcune
conosciute altre totalmente estranee ma che come lui condividevano lo
stupore per quanto successo.Notò Shiar di capricorn..conosciuto in
terra di Asgarde con lui Axel, Alexer, Kei e Kamina : tutti prodi
guerrieri di Asgard. Sorrise mentre finalmente raggiungeva lo spiazzo.
Quando tutti si furono radunati,come dal nulla si sentì
applaudire,subitò volse lo sguardo verso la fonte di quel suono e potè
ammirare una figura femminile di ineguagliabile bellezza. Come l'altro
angelo possedeva capelli rossi ed ali diafane,il cosmo che emanava era
caldo,sereno..trasmetteva pace ed armonia,non poteva immaginare che un
essere dal cosmo così puro potesse essere malvagio.
Osservò la figura a lungo ascoltando quanto diceva, non riuscendo a far
a meno di notare la sensualità che traspariva da qualsiasi dei suoi
gesti. "Omonoia..l'angelo dell'unione". Era
completamente rapito dalla bellezza di quell'essere apparentemente così
puro, tuttavia le parole da lei pronunciate tradivano la sua vera
natura. Quando schioccò le dita si palesò un quadrante che riportava il
nome di ciascuno dei partecipanti al torneo. "ma
cosa?"
pensò tra se e se,quando vide fiamme azzurre
sprigionarsi dalle mani dell'angelo ed assumere la forma di lettere
dell'alfabeto greco rimase perplesso. Vide una fiamma azzurra con la
forma dell'eta viaggiare ad una velocità incredibile in sua
direzione,ma non potè far nulla..venne colpito e trapassato da questa
fiamma. Lo sguardo si abbassò sul punto dove era stato colpito credendo
di trovarvi qualche ferità ma,sorprendentemente,nulla pareva essere
mutato. Quando rialzò lo sguardo questo incontrò quello di una figura
mai vista prima ma che stranamente sentiva essere sua amica..anzi..
quasi come fosse un fratello perduto anni prima ed ora finalmente
ritrovato.Era sicuro.. avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarlo e
difenderlo. Lentamente si incamminò verso di lui .Intorno a sè qualcosa
cambiava..tra le colonne apparvero otto portali ognuno recante impressa
una delle lettere dell'alfabeto greco. Giunto vicino ad Aioros ne
ascoltò la presentazione e rispose " Io sono Uriel,
guerriero di Odino,custode delle vestigia di Alpha Uma,il drago del
nord. Anche se son quasi sicuro di non averti mai visto prima sono
fiero che il fato mi abbia posto accanto ad un guerriero del tuo
valore,prestiamo dunque giuramento che l'uno combatterà per la vita
dell'altro"
allungò il braccio destro stringendo con la mano
l'avambraccio di Aioros ed avvicinandolo a sè "è giunto il
momento di andare"
. Ciò detto seguì Aioros all'interno del
misterioso portale curioso di scoprire quale nuova sfida lo
attendesse,ma questa volta non sarebbe stato solo.. avrebbe avuto al
fianco un amico fidato. Non si curava del fatto che tale amicizia fosse
nata per volontà di Omonoia, ritendendolo un grandissimo dono,più
grande di qualsiasi tesoro.

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SCHEDA

ENERGIA ROSSA
 
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