"Era dunque così.. che doveva finire?"Il valoroso guerriero di Odino si trovava ancora a carponi totalmente
incapace di muoversi ed opporsi al tremendo potere di papillon.
Non riusciva a credere che un solo ed unico colpo fosse stato in grado
di ridurlo in quella maniera,rendendolo inerme, totalmente incapace non
solo di difendersi ma anche solo di rialzarsi.L'attacco psichico
scatenato dalla falena notturna aveva colpito duramente il sistema
nervoso e quello sensoriale del giovane Asgardiano, le orecchie
pulsavano di dolore e non era minimamente in grado di trovare
l'equilibrio mentre il mondo girava tutto intorno a sè.
Rimase così fermo per interminabili istanti fin quando all'improvvisa
la vista cominciò a sfocarsi nuovamente.Uriel tentò di socchiudere gli
occhi così da mettere a fuoco ciò che lo circondava, tuttavia ogni suo
sforzo era vano.Oppresso dalla sempre più violenta forza di gravità
dell'arena si accasciò al suolo cadendo pesantemente trovando solo la
forza per volgersi verso il cielo alla ricerca disperata di ossigeno,
ma ciò che vide lo sbalordì.
Tutto il mondo intorno a lui stava scomparendo venendo assorbito da un
gorgo violento che tutto inghiottiva. Sentì il vortice mostruoso come
quello di Cariddi trascinarlo sempre più in profondità in quell'abisso
di tenebra fin quando si trovò avvolto dal nulla.
Il NullaEra una sensazione ambigua di angoscia e pace,da un lato non era più in
grado di percepire il suo corpo, il cosmo sembrava essere solo
l'immagine sbiadita di un sogno; dall'altra la pace, la quiete dovuta
al distacco dalla materia e dal tutto,il buio ed il
silenzio..
"ed il naufragar m'è dolce in questo mar.."
pensò istintivamente mentre cercava di sorridere ma non vi
riusciva perchè pareva non avere più un corpo ed essere ridotto a puro
pensiero
"probabilmente..è questa la morte.. così
papillon.. ha vinto..". Improvvisamente notò in lontananza una
figura dai capelli rossi e dalle candide ali..raggomitolata e
piangente
"perchè quell'angelo così fiero un tempo è
ridotto così?". Non ebbe tempo di riflettere a lungo sulla
domanda che una luce fortissima spazzò via le tenebre avvolgendolo
completamente.
Ritorno alla realtàCon l'affievolirsi della luce,che dapprima aveva dato un enorme
sollievo, si palesò un forte dolore ai polmoni mentre il resto del
corpo,intorpidito,cominciò a riprendere coscienza di sè.
"Sono.. Rinato.." mormorò mentre tentava di aprire
gli occhi bruciati da quella seppur flebile luce, come se non avessero
mai visto prima, tutto intorno a se pareva essere magnifico e nuovo.
Dopo i primi istanti riuscì a mettere a fuoco e la realtà intorno a lui
tornò ad essere quella di sempre. Le iridi color del ghiaccio si
posarono su quello che sembrava un lunghissimo corridoio uguale a
quello che aveva percorso quando era entrato nella misteriosa torre, ed
in lui si fece strada il pensiero di avere solamente sognato tutto
quanto successo dal momento che non riportava ferite di sorta e non
risentiva minimamente del violento attacco mentale di papillon.. ma non
era così. Si accorse ben presto di indossare l'armatura del drago del
nord, splendida come non mai richiamata appositamente da Asgard per
combattere contro Papillon dal momento che aveva deciso di partire
senza di essa. Il cosmo era intorno a lui e gli dava la forza di
portare quella pesantissima armatura
"dunque..non è stato
un sogno" . A terra, vicino a sè, trovò il suo mantello beije,
quello indossato per la traversata nel deserto
"ma che
diamine succede.." Intravedendo una luce in fondo al corridoio
raccolse il mantello e si incamminò in quella direzione.
L'angelo OmoniaGiunto alla fine del corridoio potè nuovamente bearsi della luce del
sole e del caldo del deserto il quale se durante il viaggio gli era
sembrato intollerabile, ora era un dono gradito. L'armatura cominciò a
pesargli tremendamente addosso,segno evidente del fatto che il cosmo
era stato nuovamente sigillato come quando era arrivato nei pressi
della torre. Davanti a se un lungo ponte conduceva ad un ampio spazio
circolare; Mentre percorreva il ponte abbassò lo sguardo vedendo il
terreno ad un centinaio di metri sotto di lui, e fece caso solamente in
quel momento che tutta la struttura era tenuta in aria dal niente.
Mentre rialzava lo sguardo potè notare che da corridoi identici a
quello percorso da lui si fecero avanti numerose figure alcune
conosciute altre totalmente estranee ma che come lui condividevano lo
stupore per quanto successo.Notò Shiar di capricorn..conosciuto in
terra di Asgarde con lui Axel, Alexer, Kei e Kamina : tutti prodi
guerrieri di Asgard. Sorrise mentre finalmente raggiungeva lo spiazzo.
Quando tutti si furono radunati,come dal nulla si sentì
applaudire,subitò volse lo sguardo verso la fonte di quel suono e potè
ammirare una figura femminile di ineguagliabile bellezza. Come l'altro
angelo possedeva capelli rossi ed ali diafane,il cosmo che emanava era
caldo,sereno..trasmetteva pace ed armonia,non poteva immaginare che un
essere dal cosmo così puro potesse essere malvagio.
Osservò la figura a lungo ascoltando quanto diceva, non riuscendo a far
a meno di notare la sensualità che traspariva da qualsiasi dei suoi
gesti.
"Omonoia..l'angelo dell'unione". Era
completamente rapito dalla bellezza di quell'essere apparentemente così
puro, tuttavia le parole da lei pronunciate tradivano la sua vera
natura. Quando schioccò le dita si palesò un quadrante che riportava il
nome di ciascuno dei partecipanti al torneo.
"ma
cosa?" pensò tra se e se,quando vide fiamme azzurre
sprigionarsi dalle mani dell'angelo ed assumere la forma di lettere
dell'alfabeto greco rimase perplesso. Vide una fiamma azzurra con la
forma dell'eta viaggiare ad una velocità incredibile in sua
direzione,ma non potè far nulla..venne colpito e trapassato da questa
fiamma. Lo sguardo si abbassò sul punto dove era stato colpito credendo
di trovarvi qualche ferità ma,sorprendentemente,nulla pareva essere
mutato. Quando rialzò lo sguardo questo incontrò quello di una figura
mai vista prima ma che stranamente sentiva essere sua amica..anzi..
quasi come fosse un fratello perduto anni prima ed ora finalmente
ritrovato.Era sicuro.. avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarlo e
difenderlo. Lentamente si incamminò verso di lui .Intorno a sè qualcosa
cambiava..tra le colonne apparvero otto portali ognuno recante impressa
una delle lettere dell'alfabeto greco. Giunto vicino ad Aioros ne
ascoltò la presentazione e rispose
" Io sono Uriel,
guerriero di Odino,custode delle vestigia di Alpha Uma,il drago del
nord. Anche se son quasi sicuro di non averti mai visto prima sono
fiero che il fato mi abbia posto accanto ad un guerriero del tuo
valore,prestiamo dunque giuramento che l'uno combatterà per la vita
dell'altro" allungò il braccio destro stringendo con la mano
l'avambraccio di Aioros ed avvicinandolo a sè
"è giunto il
momento di andare". Ciò detto seguì Aioros all'interno del
misterioso portale curioso di scoprire quale nuova sfida lo
attendesse,ma questa volta non sarebbe stato solo.. avrebbe avuto al
fianco un amico fidato. Non si curava del fatto che tale amicizia fosse
nata per volontà di Omonoia, ritendendolo un grandissimo dono,più
grande di qualsiasi tesoro.